Le più importanti ricerche sui raggi FIR

Ricerche sui raggi FIR: i raggi infrarossi si distinguono in vicini, medi e lontani a seconda della distanza in cui si trovano rispetto ai raggi visibili e rispetto alla loro frequenza e alla loro lunghezza d’onda. I raggi FIR, infrarossi lontani, sono quelli che hanno una lunghezza d’onda maggiore e quindi hanno più capacità di penetrazione nel nostro organismo svolgendo in esso effetti benefici superiori rispetto a tutti gli altri raggi dello spettro solare e inoltre sono i più sicuri.

Ricerche sui raggi FIR

Ricerche sui raggi FIR da parte della NASA

Verso la metà degli anni ’60, la NASA, studiando i raggi FIR e le loro proprietà, scoprì che alcuni ossidi minerali erano in grado anch’essi di generare raggi FIR e che questa tecnologia era molto sicura; successivamente, nel 1980, la NASA, stabilì che questa tecnologia a raggi FIR poteva essere molto utile in tantissime applicazioni soprattutto in campo medico e sanitario e proprio a questo proposito ha posto questi ossidi minerali generatori di raggi FIR nelle tute spaziali degli astronauti con l’intento di stimolare la funzionalità cardiovascolare degli astronauti poiché questi non avevano molte possibilità di movimento.

Ricerche sui raggi FIR da parte dei giapponesi

Successivamente gli scienziati giapponesi fecero altre ricerche sui raggi FIR e ne videro altri possibili usi salutistici e brevettarono saune FIR, forni FIR, pannelli FIR per le incubatrici, ceramiche generatrici di raggi FIR, ecc. ecc. fino ad arrivare all’ideazione di tessuti con particelle bioattive in grado trattenere i raggi FIR all’interno del nostro organismo. Sempre in Giappone, la dottoressa Toshiko Yamasaki ha condotto una approfondita ricerca sull’uso terapeutico dei raggi FIR, i risultati di questa ricerca sono stati riportati in un libro dove viene spiegato essenzialmente che le proprietà terapeutiche di questi raggi sono legate alla loro capacità di determinare la rimozione delle tossine dall’interno delle cellule, causa prima di molti problemi di salute. Inoltre la dottoressa Yamasaki è arrivata ad un’altra importantissima conclusione e cioè che, essendo il nostro corpo un bio-accumulatore, molte sostanze tossiche non possono essere eliminate immediatamente, queste, incontrando le macromolecole di acqua, finiscono per essere inglobate al loro interno e la loro eliminazione è ancora più difficoltosa. Il raggio FIR che penetra nell’organismo, incontrando una macromolecola la disgrega dando luogo a molecole d’acqua più piccole e liberando di conseguenza le sostanze tossiche; in questo modo, grazie al fatto che le molecole d’acqua possono attraversare liberamente la membrana cellulare, è più facile l’eliminazione delle sostanze tossiche.

Naturopata Guglielmo Carbone

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