La leggenda del Cordyceps: i suoi effetti afrodisiaci sugli yak

La leggenda del Cordyceps. Si racconta che molto tempo fa, quando arrivava la primavera e la neve sulle montagne cominciava a sciogliersi, le popolazioni indigene del Tibet e del Nepal conducevano le loro mandrie di yak, una specie di grosso toro però con pelo più folto e lungo, a pascolare a quote più alte dove incominciava a spuntare l’erba primaverile più fresca e nutriente.

la leggenda del cordyceps

 

 

 

 

 

 

 

Gli yak però non si accontentavano dell’erba e incominciavano a scavare con le zampe nel terreno ancora soffice fino ad estrarre uno strano fungo allungato che cresceva nel corpo di certi bruchi morti e si cibavano di questo; dopo essersi nutriti di questo fungo gli yak andavano in calore e in preda all’eccitazione dimostravano un’energia incontenibile. I mandriani che erano testimoni di tutto questo, si chiedevano se proprio quel fungo potesse essere la causa di tanta energia e ad una altezza simile, sicuramente si trattava di un alimento afrodisiaco; e si domandavano pure se quel fungo che dava così tanti benefici agli yak, potesse dare gli stessi benefici anche all’uomo.

Come gli uomini sperimentarono gli effetti del Cordyceps sinensis

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Praticamente quel fungo era il Cordyceps sinensis e i inizialmente i mandriani, avendo paura di qualche effetto collaterale, non si arrischiavano a mangiarlo e rimasero con quel dubbio per lungo tempo, fino a quando uno dei più coraggiosi decise di sperimentarlo su sè stesso e ne mangiò uno e poi un altro e poi un altro ancora; gli effetti furono stupefacenti e invitò anche i suoi compagni a mangiarne visto che a lui aveva fatto così bene. Anche loro ne ebbero  notevoli benefici, la loro resistenza fisica aumentò, diminuirono notevolmente i problemi respiratori che normalmente si hanno alle alte quote e diventarono resistenti a molte malattie, senza contare l’aumento della loro efficienza sessuale.

La leggenda del Cordyceps sinensis: l’imperatore lo volle lo soltanto per sè

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Allora questi mandriani, una volta tornati a valle, parlarono del Cordyceps sinensis a certi monaci buddisti i quali, una volta accertati gli effetti descritti dai mandriani, ne parlarono ad altri monaci fino a quando la fama di questo fungo miracoloso si sparse per tutta la Cina. Ne vennero a conoscenza pure i medici dell’imperatore i quali ne parlarono al sovrano consigliandogliene l’assunzione. L’imperatore ascoltò i suoi medici e una volta constatati gli effetti promulgò una legge che obbligava tutti i suoi sudditi che fossero in possesso del Cordyceps sinensis o che ne trovassero qualcuno, di consegnarlo immediatamente ai funzionari imperiali se non volevano subire delle pene anche abbastanza gravi.

Naturopata Guglielmo Carbone

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