Caratteristiche del finocchio selvatico

Finocchio selvatico: è una pianta erbacea con grossa radice fusiforme e fusto eretto (1,5 m), ramificato e striato. Le foglie, profondamente laciniate, quasi filiformi, sono attaccate al fusto mediante una guaina. I fiori gialli sono riuniti in vistose ombrelle apicali e compaiono in estate. Il frutto è formato da due semi scuri, striati e leggermente schiacciati. Tutta la pianta emana un odore gradevole. Questa pianta ama le colline esposte al sole, i luoghi asciutti, le regioni costiere e submontane dell’Italia centromeridionale, più raro nel settentrione). Viene coltivato negli orti con varietà selezionate per il consumo del grosso grumo carnoso.

Se ne utilizzano i fusti e le foglie tenere; si utilizzano anche i semi al termine della maturazione, in ottobre-novembre estratti dalle ombrelle secche per leggera battitura. Raramente si usa la radice colta alla fine del primo anno ed essiccata.

finocchio selvatico

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Proprietà del finocchio selvatico

Contiene amido, zucchero, pectina e un olio essenziale (l’anetolo) balsamico; è galattagogo, carminativo, stomachico, emmenagogo.

Impiego del finocchio selvatico

Viene impiegato sotto forma di decotto e infuso per aumentare la secrezione lattea, per i disturbi da cattiva digestione e contro la nausea. Si fanno impacchi con il decotto o cataplasmi di foglie triturate per attenuare il gonfiore al seno. I semi di questa pianta, pestati e mescolati ad argilla verde ventilata, vengono utilizzati per fare un dentifricio utile per profumare l’alito e rinforzare le gengive. In cucina i semi trovano largo impiego per aromatizzare pietanze, dolci e liquori; i fusti e i germogli possono essere consumati in insalata o per dare aroma a brodi e arrosti.

finocchio

 

 

 

 

 

 

 

 

Avvertenze sull’uso del finocchio selvatico

Rispettare scrupolosamente le dosi prescritte poiché l’anetolo, in dosi elevate, provoca convulsioni.

Curiosità sul finocchio selvatico

Del finocchio selvatico oltre alla varietà dulce, coltivata per il consumo del grumolo carnoso, viene spesso coltivata la varietà sativum per la produzione dei semi aromatici.

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Naturopata Guglielmo Carbone    

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