Caratteristiche della coda cavallina

Coda cavallina: è una curiosa felce con fusto (50 cm) sterile (privo di semi) dotato di cloroplasti, di colore verde, rigato, con stami verticillati. La moltiplicazione viene assicurata dalle spore emesse da un secondo tipo di fusto (20 cm), di colore grigio poiché privo di clorofilla, che compare alla base della pianta in primavera ed è privo di cloroplasti, con uno strobilo alla sommità. Alla caduta delle spore lo strobilo scompare e il fusto fertile diviene simile a quello sterile. Questa pianta, abbastanza comune in Italia settentrionale, predilige i fossati, le scarpate, gli incolti e talvolta assume carattere infestante.

Viene anche chiamata equiseto o coda di volpe.

Vengono utilizzati i fusti sterili raccolti all’inizio dell’estate ed essiccati al sole o al forno.

coda cavallina

 

 

 

 

 

 

 

 

Proprietà della coda cavallina

Contiene principi amari e sali minerali; è rimineralizzante, diuretica, astringente ed emostatica.

Impiego della coda cavallina

La coda cavallina si impiega come decotto contro i calcoli renali, i dolori reumatici, gli edemi e i disturbi del fegato; il succo spremuto dalla pianta fresca è utile per piaghe e ferite; ridotta in polvere si utilizza per unghie fragili e carie; i semicupi con il macerato contro i disturbi renali; frizioni con il macerato in caso di eccessiva sudorazione dei piedi; l’infuso aggiunto all’acqua da bagno per ridare tono ed elasticità alla pelle. Dato l’alto contenuto in sali minerali, la pianta secca può essere usata per aromatizzare minestre e altre pietanze.

coda

 

 

 

 

 

 

 

 

Avvertenze sull’uso della coda cavallina

Per distinguere l’equisetum arvense da altre specie affini occorre osservare la conformazione della guaina che avvolge il fusto in prossimità degli internodi: nella coda cavallina essa è finemente incisa da 6-12 denti e più corta nel primo internodo.

Curiosità sulla coda cavallina

L’elevato contenuto in silice e sali solforici rende questa pianta utile per la difesa delle piante da malattie fungine (rinforza la cuticola fogliare). Allo scopo si usano macerato e decotto diluiti.

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Naturopata Guglielmo Carbone    

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