Università Popolare di Scienze della Salute, Psicologiche e Sociali

(Uni.Psi)

Corso Triennale in Scienze Naturopatiche (Modulo 2)

Argomento esame: lezione 16                 Allievo: Guglielmo Carbone

                                               

Quali sono i pro e i contro che un nutrizionista deve conoscere ed illustrare al cliente riguardo la scelta vegetariana o vegana.

Si assiste, specialmente in questi ultimi anni, a un interesse sempre crescente verso le diete vegetariane, molte persone adottano questi tipi di diete per diversi motivi che possono essere di ordine religioso, etico, economico, ecologico e, soprattutto, salutistico. Nella più comune accezione del termine per dieta vegetariana si intende un regime alimentare basato su alimenti di origine vegetale e nel quale sono assenti prodotti di origine animale. In realtà la dieta vegetariana può essere di tipo:

1)      Latto-ovo-vegetariana: nella quale è vietato il consumo di carne e pesce, compresi molluschi e crostacei, mentre sono consentiti alimenti derivanti dagli animali come latte, uova e tutti i loro derivati.

2)      Latto-vegetariana: nella quale, oltre alla carne e al pesce, è vietato anche il consumo di uova e di tutti i loro derivati, mentre il latte e i suoi derivati si possono assumere liberamente.

3)      Vegana: nella quale, oltre alla carne e al pesce, sono vietati anche il latte, le uova e tutti i loro derivati, quindi costituita solo ed esclusivamente da alimenti vegetali.

4)      Eco vegana: dove gli alimenti vegetali devono provenire tutti da coltivazioni esclusivamente biologiche.

5)      Crudista. Dove la frutta e le verdure devono essere ingerite crude.

6)      Fruttista: basata solo ed esclusivamente su frutta, semi oleosi, e semi germogliati.

I sostenitori di tutti questi tipi di diete sono convinti che tutti i vari alimenti da loro assunti, uniti a uno stile di vita attivo, sano e naturale, sono in grado di soddisfare tutte le esigenze di tipo biochimico e fisiologico dell’organismo e che anzi assicurano una vita sana, longeva e libera dalle malattie tipiche dello stile di vita moderno.

In effetti possiamo vedere che raramente i vegetariani si ammalano di diabete, di ipertensione, di obesità, di cancro al colon e di altre forme di tumori, di malattie cardiovascolari e di ictus e questo perché, per esempio, potassio, elementi antiossidanti, acido linolenico e folati, presenti in abbondanza in frutta e verdura, riducono il tasso di colesterolo nel sangue e abbassano la pressione arteriosa.

Però la dieta vegetariana comporta carenza di ferro, di vitamina B12 e di vitamina D alle quali si associano carenze di proteine e di calcio se la dieta è strettamente vegana; siccome l’organismo ha bisogno di questi elementi è chiaro che, per tamponare la carenza, si deve sopperire con integratori alimentari la qual cosa però contraddice l’assunto che la dieta vegetariana è una dieta pressoché completa. Un altro inconveniente della dieta vegetariana sta nel fatto che si ha un esagerato apporto di fibre alimentari, queste, come ben sappiamo, sono ricche di acido fitico il quale ostacola l’assorbimento di minerali importanti come il calcio, il ferro e lo zinco, cosa ancora più grave poiché la dieta vegetariana è povera di questi elementi. Il ferro, in particolare, presente negli alimenti vegetali viene assorbito molto lentamente e in quantità molto ridotta rispetto al ferro presente negli alimenti di origine animale.

La dieta vegana, come abbiamo visto, rifiuta completamente gli alimenti di origine animale e tutti i loro derivati e questo non soltanto per motivi salutistici, ma anche per motivi di ordine religioso, filosofico e per un senso di rispetto verso tutte le forme di vita animale. Da un punto di vista salutistico la dieta vegana ha il merito di ridurre il rischio di insorgenza di malattie cardiovascolari e di malattie legate all’obesità proprio perché abbatte l’apporto di grassi all’organismo, però, contrariamente a quanto affermano i sostenitori di questo tipo di regime alimentare, espone l’organismo stesso al rischio di altre gravi patologie legate a carenza di vitamina B12, di vitamina D, di acidi grassi essenziali come gli Omega-3 e anche a carenze di calcio, di ferro e di zinco. Per questi motivi la dieta vegana è particolarmente inadatta per bambini, anziani, donne in gravidanza e durante l’allattamento. In merito a quanto detto la dieta vegana può essere causa di osteoporosi, anemia sideropenica o perniciosa, neuropatie e ipotiroidismo, quindi è consigliabile per chiunque voglia adottare una dieta di questo tipo e che non sia accecato da cattive convinzioni rivolgersi costantemente a un medico al fine di prevenire o di tamponare eventuali carenze con l’apporto di integratori specifici.

Naturopata Guglielmo Carbone       Tel. 320 9323852

Email: guglielmocarbone2.0@gmail.com

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