Università Popolare di Scienze della Salute, Psicologiche e Sociali

(Uni.Psi)

Corso Triennale in Scienze Naturopatiche (Modulo 2)

Argomento esame: lezione 14                 Allievo: Guglielmo Carbone

 

Alla luce delle attuali conoscenze scientifiche, quale informazione può essere data a un cliente che chieda di sottoporsi a un test sulle intolleranze e voglia conoscerne la validità e affidabilità?

Le intolleranze alimentari sono sicuramente uno dei temi più controversi della medicina; ci sono ancora molti dubbi sui meccanismi che ne stanno alla base, sulla sintomatologia, sulla diagnosi e, soprattutto, sui test utilizzati per verificarne la presenza in un soggetto. Anche per quanto riguarda le cause non ci sono molte certezze; c’è da dire che, a differenza delle allergie, sicuramente non sono mediate da meccanismi immunologici e che soltanto in tre tipi di intolleranze (la celiachia, l’intolleranza al lattosio e il favismo) se ne conosce inequivocabilmente la causa da ricercare in difetti congeniti relativi a carenze enzimatiche e quindi all’incapacità dell’organismo di metabolizzare determinate sostanze. Altre cause potrebbero essere date da disturbi a carico dell’apparato digerente, da stress emotivi come ansia, depressione, stress vero e proprio o da situazioni psicologiche non ottimali e da uno scorretto stile di vita basato sulla cattiva alimentazione, sul fumo, sulla sedentarietà, sull’alcool, ecc. La sintomatologia si evidenzia soprattutto a carico dell’apparato digerente con dolori addominali, vomito, diarrea e perdita di sangue con le feci; raramente vengono interessati altri organi.

Da quanto detto risulta chiaro che, a parte la celiachia, l’intolleranza al lattosio e il favismo, per risolvere le altre forme di intolleranze alimentari in modo serio bisogna soprattutto, partendo dalla conoscenza dello stile di vita del cliente, cercare di migliorare in modo naturale  il suo stato di salute, l’attività del sistema immunitario e la sua capacità di resistere agli agenti infettivi e tossici e questo si può fare semplicemente proponendo programmi dietetici volti alla pulizia intestinale e alla modificazione delle abitudini alimentari e di vita; il bravo consulente della salute opererà in questo modo, anzi, cercherà di individuare insieme al cliente se alla base dell’intolleranza possa esserci un disagio esistenziale, emotivo o psicologico e non ricorrerà mai, come fanno alcuni ciarlatani, a test, ad analisi o a biorisonanze praticamente inattendibili che pretenderebbero di far conoscere immediatamente la causa del problema e di risolverlo alla radice.

In realtà si sostiene da più parti che le intolleranze alimentari come patologie specifiche non esistono e a sostegno di questa tesi si fa osservare che non ne sono assolutamente affette persone che conducono uno stile di vita sano, intenso e consapevole e che invece queste cosiddette intolleranze si diffondono soprattutto nel mondo occidentale relativamente al benessere, all’inquinamento, allo stile di vita moderno e alla diffusione delle medicine alternative e che quindi le cause vanno ricercate essenzialmente nelle reazioni di tipo psiconeurologico, endocrino ed immunitario del nostro organismo ed è in questo senso che vanno ricercate le eventuali soluzioni.

Per quanto riguarda i test, a parte quelli rivolti ad evidenziare le tre intolleranze ormai accertate, eminenti scienziati affermano che non hanno nessuna validità scientifica, che sono una bufala e che bisognerebbe proibirli tutti. Andiamo ad esaminarne qualcuno per averne un quadro più chiaro del loro significato.

Il “Dria test” deriva dal test chinesiologico e potrebbe rappresentare un’evoluzione scientifica di questo in quanto viene effettuato utilizzando un’apparecchiatura costituita da un dinamometro, che misura la forza di contrazione dei muscoli di una gamba, collegato ad un computer che registra il tutto; la somministrazione di una sostanza, se l’individuo è intollerante a questa, dovrebbe determinare una diminuzione della forza di contrazione che verrebbe registrata dal computer. Un test di questo tipo si è dimostrato assolutamente inaffidabile e privo di qualsiasi attendibilità scientifica.

Il “Vega test” si effettua tramite un apparecchio costituito da un galvanometro collegato da una parte, attraverso un filo elettrico, a un cilindro di metallo che viene tenuto con una mano dal paziente, dall’altra parte un altro filo lo collega a una sonda con la quale l’operatore tocca i punti dell’agopuntura sull’altra mano del paziente, si applica una debole corrente elettrica continua, in questo modo si dovrebbero misurare i disturbi del flusso corporeo dell’energia elettromagnetica lungo i meridiani dell’agopuntura, l’intensità di questa viene rilevata da un indicatore tarato su una scala da 0 a 100; per valori compresi tra 45 e 55 siamo nella normalità, valori superiori a 55 indicano una infiammazione dell’organo relativo, valori inferiori a 45 indicano una attività bassa o nulla di quell’organo; in realtà il valore dipende dall’intensità con cui la sonda viene premuta sulla pelle del paziente. Le caratteristiche energetiche del paziente che vengono rilevate da questo apparecchio vengono poi scaricate in un computer nel quale in precedenza erano state memorizzate le caratteristiche energetiche delle più diverse sostanze, le caratteristiche energetiche dell’una vengono confrontate con quelle delle sostanze e si verifica se c’è risonanza o dissonanza, se c’è risonanza non c’è intolleranza per quella sostanza, se invece c’è dissonanza allora siamo in presenza di intolleranza, in questo caso occorre, sempre tramite l’apparecchio, annullare la dissonanza ed eliminare quindi l’intolleranza. Anche in questo caso non è stato rilevato da parte di scienziati  che hanno visualizzato l’apparecchio nessun risultato apprezzabile e quindi non hanno dato nessun parere favorevole. Un’ulteriore ampliamento delle possibilità terapeutiche dell’apparecchio per il “Vega test” sarebbero a carico della cosiddetta “Si card2, una scheda con banda magnetica sulla quale l’apparecchio, tramite un computer, andrebbe a memorizzare dei segnali magnetici in grado di riequilibrare, semplicemente ponendo in contatto la “Si card” con la pelle del paziente, gli squilibri energetici e quindi le dissonanze con quelle sostanze responsabili delle patologie risolvendo qualsiasi tipo di problema. Siamo nel campo dell’assurdo e solo menti deboli possono prendere per buone queste affermazioni, basti solo pensare che se tutto quanto affermato fosse vero tutte le malattie potrebbero essere curate addirittura senza fare ricorso ai farmaci.

Infine, sempre rimanendo nel campo delle bufale, parliamo della “CRM terapia” dove “CRM” sta per “convogliatore di radianza modulante”. Il “CRM” sarebbe un apparecchio in grado di raccogliere informazioni su alterazioni inconsapevoli dell’organismo secondarie allo stress ambientale e convogliare queste informazioni al sistema nervoso centrale il quale produrrebbe delle risposte che determinerebbero la risoluzione delle alterazioni inconsapevoli. È ovvio che un apparecchio del genere non può avere nessuna funzione terapeutica, resta il fatto però che può essere venduto in modo relativamente facile a persone abbastanza credulone poiché lo stress caratterizza un gran numero di persone e non può essere evidenziabile e quantificabile, quindi chi di queste persone potrebbe contraddire eventuali affermazioni sulla validità dell’apparecchio anche se campate in aria?

Quindi, riassumendo, possiamo dire che, per quanto riguarda le intolleranze alimentari, non ci possiamo assolutamente aspettare alcun tipo di risultato importante relativamente all’uso dei vari test che abbiamo illustrato in precedenza se si esclude soltanto qualche saltuario effetto placebo; nonostante ciò sono tanti, forse troppi, i tentativi di dare loro, anche da parte di personale medico, una parvenza di scientificità, tentativi che hanno il solo scopo di vendere il più possibile i prodotti, siano essi apparecchi o siano essi prestazioni, a persone ingenue o incompetenti facendo sborsare loro fior di quattrini.

Naturopata Guglielmo Carbone       Tel. 320 9323852

Email: guglielmocarbone2.0@gmail.com

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