Università Popolare di Scienze della Salute, Psicologiche e Sociali

(Uni.Psi)

Corso Triennale in Scienze Naturopatiche (Modulo 1)

Argomento esame: lezione 4/1                 Allievo: Guglielmo Carbone

Esporre, in sintesi, il significato dei concetti di alimentazione, integrazione nutrizionale e scienza dell’alimentazione.

download

 

 

 

 

 

 

Se affrontiamo l’argomento alimentazione ci troviamo subito, per quanto riguarda la naturopatia o le medicine alternative in genere, di fronte a una contraddizione: se una qualsiasi dieta è sempre un qualcosa di imposto, di non gradito per una persona che vi si deve sottoporre in quanto la costringe a cambiare abitudini alimentari, a cambiare stile di vita, a rinunciare a determinati cibi particolarmente graditi per sostituirli con altri poco piacevoli, come possono i naturopati consentire una imposizione del genere quando invece asseriscono che il loro compito è quello di curare le persone nella loro totalità e cioè agire non solo a livello fisico, ma anche e soprattutto a livello mentale e spirituale?

Sempre nell’ambito delle medicine alternative si insegna da più parti che una sana alimentazione deve essere basata su un consumo limitatissimo di carne e dei suoi derivati, se non addirittura farne completamente a meno, sull’esclusione completa di latte, dei suoi derivati e di zucchero raffinato, sull’esclusione di cereali se non integrali, sull’esclusione di frutta e verdura se non proveniente da agricoltura biologica, sul divieto di tutti gli alimenti di produzione industriale, sul divieto assoluto degli OGM e sulla preferenza assoluta verso gli alimenti di origine esotica, preferibilmente orientale. La medicina scientifica invece, in questo senso, è molto più elastica in quanto non esclude alimenti di origine animale o alimenti lavorati dall’uomo e preferisce cibi semplici.

A questo punto però bisogna fare una considerazione, i dietologi assegnano una determinata dieta in base a quello che hanno studiato e le loro conoscenze, quindi, sono frutto di ricerche fatte in vitro o su animali da esperimento; ma l’uomo, nel suo insieme, è ben altra cosa, è qualcosa di molto più complesso di una cavia o di una cellula e per questo un alimento ha sicuramente effetti diversi su di esso sia per quanto riguarda il gradimento e sia per quanto riguarda il fabbisogno, la tollerabilità o l’assorbimento; la scienza dell’alimentazione non considera l’uomo come un insieme di pensieri, di emozioni, di sensazioni o di sentimenti, ma semplicemente come una macchina in cui introdurre il carburante più adatto possibile e nel migliore dei modi possibile al fine di produrre l’energia necessaria per i suoi bisogni.

Allo stato attuale, per tanti motivi, le persone sono portate a privilegiare il consumo di carni di ogni tipo, di salse, di fritti, di condimenti, di salumi, di alcolici, ecc. senza tenere assolutamente conto di quanto affermano i più elementari principi della alimentazione. Considerato tutto questo, come fa un dietologo a imporre un determinato tipo di alimentazione completamente diverso e diverso anche nelle modalità di assunzione del cibo? È per questo motivo che molte diete falliscono, che molte persone rinunciano a seguire un regime alimentare non gradito e fonte di molti sacrifici. E se invece partissimo dalla considerazione che una buona alimentazione potrebbe essere il risultato di un giusto atteggiamento mentale e di uno stile di vita sano e naturale? Si deve capire che se vogliamo che una giusta e corretta alimentazione venga seguita si deve prima fare in modo che quella persona sia resa consapevole di dover modificare i propri atteggiamenti mentali e il proprio stile di vita, praticamente si devono creare le condizioni all’interno di una persona affinchè questa possa accettare di buon grado l’alimentazione ideale per essa.

La medicina scientifica, invece, considera l’alimentazione basata su tabelle dietetiche ben precise riportanti la quantità e la qualità dei componenti chimici che devono essere presenti in ogni alimento da assumere senza tenere assolutamente conto della persona che deve seguire la dieta secondo un metodo molto ingenuo che prevede di introdurre nell’organismo determinate sostanze di cui esso è carente o di limitare l’introduzione di altre sostanze presenti invece in eccesso o ancora l’introduzione di un elemento che possa impedire l’assorbimento di quella sostanza presente in eccesso. È chiaro che questo metodo non prevede il fatto che, anche se una certa sostanza viene immessa nell’organismo in elevate quantità, può darsi che, in relazione alla sua biodisponibilità, l’assorbimento intestinale sia insufficiente, oppure se si immettono nell’organismo scarse quantità di una sostanza presente in eccesso, può darsi che l’intestino ne assorba in grande quantità vanificando quindi la scarsa introduzione.

Quindi il problema risiede sempre nella concezione che la scienza medica ha nel considerare l’essere umano come costituito soltanto da un ammasso di cellule più o meno ordinato, senza dare nessun valore a quanto ci sia in lui di mentale e di spirituale. Se invece si andasse a indagare sui motivi, non soltanto fisici, che hanno causato a quell’individuo l’inconveniente di cui si lamenta, si potrebbe risalire alla vera causa che potrebbe anche non essere di origine organica, ma psicologica e conseguente a rapporti sbagliati con se stessi, con gli altri o con l’ambiente.

integratori

 

 

 

 

 

 

L’integrazione nutrizionale rappresenta, oltre alle piante o alle erbe officinali, la via più seguita dai naturopati nel trattamento dei loro clienti. Tuttavia dobbiamo dire che non esistono studi, o se ci sono hanno dimostrato ben poco, sulla reale efficacia degli integratori alimentari riguardo la cura della salute e che la loro straordinaria diffusione sia da ricollegarsi a massicce operazioni di marketing che spingono le persone a un indiscriminato consumo di essi allettati dalla prospettiva di vivere una vita in piena salute ed efficienza. Queste operazioni di marketing sono portate avanti soprattutto da aziende americane che basano il loro business sul coinvolgimento dei loro clienti nella vendita dei prodotti e che questi a loro volta coinvolgono nella vendita altri clienti.

In effetti, a ben vedere, il consumo di integratori nutrizionali si basa soprattutto sulla convinzione che la carenza nell’organismo di un determinato componente deve essere tamponata adeguatamente se no si rischia l’insorgenza di malattie e addirittura è ancora meglio se l’assunzione di integratori avviene in quantità superiori al fabbisogno giornaliero. Da precisare che l’integrazione nutrizionale è considerata dalla medicina scientifica una pratica alternativa e come tale da essa utilizzata solo in caso di gravi stati debilitativi e come ausilio alla terapia farmacologica. Ribadiamo ancora una volta l’assenza di studi scientifici volti a dimostrare la reale efficacia di questi integratori e di come invece si riscontri una certa sopravvalutazione dei loro effetti da parte di operatori del settore tanto da far nascere il sospetto di qualche interesse personale.

È chiaro che per quanto riguarda le vitamine la loro presenza nell’organismo è assolutamente necessaria affinchè si abbia una corretta attività biochimica, tuttavia non sembra assolutamente apportare benefici particolari una loro assunzione extra, ciò vuol dire che le vitamine che assumiamo con una normale alimentazione sono più che sufficienti per il nostro fabbisogno e che quindi nessun tipo di integrazione è necessaria in questo senso.

Nella maggior parte dei casi le aziende produttrici di integratori alimentari utilizzano una strategia pubblicitaria che tende a far rilevare alle persone la presenza in sé stesse di stanchezza, di apatia o di disturbi vari che possono essere ricollegati alla carenza di qualche nutriente e quindi l’insorgenza in esse del bisogno di acquistare e di assumere gli integratori da loro consigliati con benefici soprattutto per le finanze delle aziende. Naturalmente i segni possono essere anche veri, così come può essere anche vera la carenza di determinati nutrienti, però questa deve essere accertata da esami di laboratorio e deve essere il medico a prescrivere eventuali integratori nutrizionali e non fare affidamento a un semplice suggerimento pubblicitario. Praticamente queste operazioni di marketing pubblicitario ci spingono a convincerci che per ogni inconveniente il rimedio non è dentro di noi, ma fuori di noi e questo rimedio lo troviamo dal farmacista o dall’erborista; in questo modo viene trascurata la considerazione che quegli inconvenienti che avvertiamo possono essere causa di malattie anche importanti oppure che quegli inconvenienti possono essere dei segnali che il nostro organismo ci invia per farci capire che dobbiamo cambiare stile di vita. Si tende a far passare l’idea che essendo determinate molecole componenti essenziali dell’organismo, se queste stesse molecole vengono introdotte con gli integratori si ha il risultato di prevenire o di curare determinate patologie, da qui la supposta necessità di assumere la maggior quantità possibile di integratori.

Un business simile, ma ancora più grande, è quello dei probiotici e in particolare quello riguardante i fermenti lattici destinati ai bambini sottoforma di yogurt; con pochi e semplici accorgimenti pubblicitari le mamme vengono convinte che quel tipo di yogurt, con quei componenti, è assolutamente necessario per mantenere i propri bambini in buona salute, attivi e vitali, senza tenere conto però che questi fermenti lattici provengono da latte vaccino e quindi non utilizzabili a livello intestinale. Inoltre, siccome questi prodotti non richiedono prescrizione medica, essi vengono considerati rimedi alternativi e come tali ritenuti quindi utili come le erbe officinali, le piante curative o gli integratori alimentari. Quindi possiamo dire che l’uso degli integratori, al di fuori della prescrizione medica, non ha senso per la nostra salute semplicemente perché essi vengono somministrati in dosaggi assolutamente insufficienti, ma ciò non esclude la loro efficaci a patto che i dosaggi siano adeguati.

Attualmente anche le aziende prettamente alimentari hanno capito l’importanza commerciale degli integratori e così hanno provveduto ad aggiungere ad alcuni loro prodotti piccole dosi di vitamine, di minerali, di acidi grassi, ecc. provvedendo naturalmente a mettere in risalto nelle confezioni la presenza di queste sostanze e non trascurando naturalmente di aumentarne il prezzo.

In conclusione possiamo dire che la tendenza delle aziende è quella di vendere il più possibile i loro prodotti e che l’attenzione alla salute è messa assolutamente in secondo piano; inoltre esse tendono a far concepire la salute come una condizione di estrema efficienza che deve essere garantita e mantenuta il più a lungo possibile. Tutto questo non corrisponde assolutamente a quello che dovrebbero essere le finalità delle medicine alternative e cioè la grande attenzione verso atteggiamenti mentali, abitudini e stili di vita più sani e più naturali, ma si basa sulla dipendenza delle persone da cure e rimedi più o meno naturali.

scienza

 

 

 

 

 

 

La salute di ogni popolazione risente fortemente del livello e della qualità della nutrizione. Nutrirsi in modo giusto è importantissimo per la nostra salute, è sicuramente il modo migliore per prevenire o per affrontare le malattie più disparate. Il corretto sviluppo sia fisico che mentale dipende largamente dal tipo e dalla qualità dei cibi che consumiamo; una alimentazione scorretta o squilibrata può essere causa di malattie e anche di morte, così come possono essere causa di malattie o di morte i cibi contaminati o non conservati correttamente. Per tutti questi motivi i governi soprattutto dei paesi industrializzati si sono attivati nel prendere provvedimenti al fine di garantire la sicurezza e la qualità degli alimenti che vengono immessi nel mercato.

Da questo punto di vista il counselor in naturopatia deve dare consigli utili riguardo una corretta alimentazione al fine di mantenere uno stato di salute ideale per i suoi clienti prevenendo malattie che potrebbero essere causate da una cattiva alimentazione.

Prima di ogni cosa cerchiamo di definire il concetto di vita; per vita, in biologia, si intende l’essenza propria della materia vivente, in contrapposizione alla materia inanimata, e caratterizzata da un ciclo vitale proprio di ogni organismo vivente. Per una definizione più scientificamente possibile dobbiamo rifarci agli studi di Schrodinger il quale notò che caratteristica dei sistemi microscopici era quella di comportarsi in maniera disordinata, mentre i sistemi viventi hanno una struttura ordinata e per questo sono in grado di trasmettere grandi quantità di informazioni; tramite i suoi studi, Schrodinger arrivò alla conclusione che l’unità ereditaria fondamentale degli esseri viventi è una molecola di grandi dimensioni con una struttura non ripetitiva, e quindi abbastanza stabile, e in grado di contenere e trasmettere informazioni, questa unità si scoprì successivamente essere il DNA. Il secondo principio della termodinamica prevede che tutti i sistemi tendono a una distribuzione di energia verso lo stato energetico più basso; gli organismi viventi invece mantengono costantemente uno stato ad alta energia, questo perché sono in grado di prendere energia dall’ambiente per ripristinare quella che loro utilizzano per espletare le loro funzioni vitali. Questa è la differenza sostanziale fra un essere vivente e uno non vivente.

Il metabolismo è dato dall’insieme delle trasformazioni  chimiche ed   energetiche che avvengono all’interno delle cellule di un organismo e ne garantisce i processi vitali fondamentali. Il metabolismo comprende:

1)      L’anabolismo, cioè la produzione di molecole complesse  a partire da molecole semplici.

2)      Il catabolismo, cioè la degradazione di molecole complesse in molecole più semplici con liberazione di energia.

3)      Metabolismo energetico, cioè la produzione di molecole di ATP con cattura di energia all’interno dei legami di questa.

L’omeostasi è la caratteristica dell’organismo di riuscire a mantenere costanti, tramite processi autoregolatori, le condizioni chimico-fisiche al suo interno anche se cambiano le condizioni ambientali esterne.

Per alimento si intende qualsiasi sostanza che, se introdotta all’interno dell’organismo, eserciti queste funzioni:

1)      Fornire materiale energetico al fine di produrre calore, lavoro e altre forme di energia.

2)      Fornire materiale plastico utile alla crescita o alla riparazione dei tessuti.

3)      Fornire materiale utile a catalizzare le varie reazioni metaboliche.

I principi nutritivi si dividono in macronutrienti e micronutrienti in relazione al fatto che i primi devono essere assunti in grande quantità, mentre per i secondi sono sufficienti anche piccole quantità; se l’apporto con la dieta è insufficiente allora si hanno condizioni di carenza che possono portare a squilibri e causare malattie, anche l’eccesso di assunzione può causare inconvenienti sulla salute.

1)      I macronutrienti sono necessari all’organismo per la produzione di energia e come fonte di materiale plastico per la sua crescita e per la sua rigenerazione. Si suddividono in:

a)      Glucidi: costituiscono le maggiori riserve energetiche dell’organismo; la loro carenza determina l’impossibilità di compiere sforzi fisici, mentre il loro eccesso causa un aumento del tessuto adiposo. L’assunzione raccomandata è relativa alla produzione del 55%-60% dell’energia totale, mentre l’assunzione di zuccheri semplici non dovrebbe superare il 10%-12% delle calorie totali.

b)      Proteine: sono macromolecole necessarie per la costruzione, il mantenimento e la riparazione dei tessuti. Sono costituite da catene più o meno lunghe di 20 diversi tipi di amminoacidi di cui 8 sono definiti essenziali perché l’organismo non riesce a sintetizzarli e quindi devono essere introdotti con la dieta. Per valore biologico delle proteine si intende la quantità in grammi di proteine umane che si ottiene da 100 grammi di proteine animali o vegetali. Il fabbisogno di un uomo adulto varia tra i 0,75g/Kg di peso corporeo e i 0,95g/Kg.

c)      Lipidi: hanno le funzioni fondamentali di isolare il corpo termicamente, di rappresentare una importante riserva di energia per le cellule e di proteggere gli organi da eventuali sollecitazioni meccaniche. Si distinguono in lipidi semplici, costituiti dai trigliceridi, e in lipidi composti, costituiti dai fosfolipidi e dalle lipoproteine.

2)      I micronutrienti sono sostanze nutritive che l’organismo non riesce a sintetizzare e perciò devono essere necessariamente assunte con la dieta in quanto indispensabili per il metabolismo. Si suddividono in:

a) Vitamine: sono sostanze di diversa natura indispensabili per l’espletamento delle normali funzioni del nostro organismo. Si suddividono in due grandi gruppi, vitamine liposolubili (solubili nei grassi) e vitamine idrosolubili (solubili nell’acqua).

b) Sali minerali: sono elementi che hanno la funzione di regolare le reazioni chimiche, gli scambi tra le cellule e l’eccitabilità delle fibre nervose e muscolari.

Le fibre alimentari sono presenti negli alimenti vegetali e hanno come caratteristica il fatto che non sono digeribili dall’uomo in quanto questi manca degli enzimi necessari. Le fibre possono essere insolubili come quelle presenti nei cereali (cellulosa) e solubili come quelle presenti nella frutta (pectine). La cellulosa regola le funzioni e l’igiene intestinale, la pectina controlla la glicemia e la colesterolemia; inoltre le fibre fanno volume nel cibo ingerito e quindi danno un senso di sazietà. Naturalmente si deve preferire introdurre nel proprio organismo fibre attraverso gli alimenti che ne sono ricchi piuttosto che fibre preparate come prodotto dietetico.

L’acqua rappresenta il costituente fondamentale  degli esseri viventi; nell’uomo adulto rappresenta circa il 60% del suo peso corporeo e la sua importanza è tale che la sua mancanza causa la morte in tempi molto più brevi del digiuno. Le funzioni dell’acqua sono quelli di:

  1. Partecipare ai processi digestivi facilitando il transito e la fluidificazione del chimo attraverso il tubo gastroenterico.
  2. In essa avvengono tutte le reazioni metaboliche.
  3. Consente il passaggio di sostanze dalle cellule agli spazi intercellulari e da questi ai vasi sanguigni e viceversa.
  4. Regola la temperatura del corpo attraverso la sudorazione e l’emissione di vapore acqueo attraverso i polmoni.

L’acqua nell’organismo umano è presente all’interno delle cellule (compartimento intracellulare) o all’esterno di esse (compartimento extracellulare), quest’ultimo è rappresentato dall’acqua interstiziale e dall’acqua del sangue. L’acqua dell’organismo può essere introdotta dall’esterno con le bevande e con gli alimenti e può formarsi all’interno attraverso i processi ossido-riduttivi. Se la quantità di acqua che si introduce equivale a quella che si elimina si dice che l’individuo è in equilibrio idrico. Il fabbisogno di acqua varia con l’età, l’uomo adulto ne deve assumere, in base all’apporto calorico, 1 ml per ogni Kcal, mentre il bambino ne deve assumere 1,5 ml/Kcal.

La digestione è quel processo che trasforma e riduce il cibo ingerito in sostanze più semplici e più facili da assorbire e da assimilare da parte dell’organismo. La digestione inizia nella bocca, qui il cibo viene frantumato dai denti, i carboidrati e gli acidi grassi vengono demoliti in molecole più semplici rispettivamente dalla alfa-amilasi salivare e dalla lipasi salivare; il cibo così trasformato, detto bolo,  passa nella faringe e poi nell’esofago, da qui, attraverso i movimenti peristaltici di questo, passa nello stomaco; la mucosa delle pareti dello stomaco secerne il succo gastrico, costituito essenzialmente da enzimi, muco e acido cloridrico, la cui funzione è quella di digerire le proteine; in questo modo si ottiene una poltiglia, detta chimo, che passa nel duodeno che rappresenta la prima parte dell’intestino tenue; nel duodeno vengono riversati i prodotti di due ghiandole molto importanti, il succo biliare del fegato e il succo pancreatico del pancreas, il primo emulsiona i grassi e neutralizza l’acido cloridrico, il secondo digerisce gli amidi, i grassi e le proteine. Dal duodeno il chimo passa nel digiuno e poi nell’ileo, cioè le porzioni successive dell’intestino tenue, da dove inizia il riassorbimento delle sostanze nutritive e il chimo viene trasformato in chilo; il chilo passa nel colon dove avviene il riassorbimento di acqua  e il conseguente consolidamento delle feci e l’assorbimento di vitamina K. Le feci così formate vengono immagazzinate nel retto e poi espulse attraverso l’ano.

Guglielmo Carbone